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Fuori o dentro
post pubblicato in di amici e di altri blogger..., il 29 settembre 2009


 




Ci sono delle volte in cui una canzone, un testo, rispecchiano perfettamente ciò che vivi, le tue sensazioni, le tue emozioni... niccolò fabi è in assoluto uno dei cantautori "giovani" più bravi in Italia e l'ultimo album sa essere intimo ed allo stesso tempo di tutti, o almeno di quelli che sono riusciti a conservare un pò di buon gusto in un panorama deprimente.
Fuori o dentro fa parte della mia anima  e se dovessi esprimere in questo momento la mia situazione emotiva, non sarei in grado di trovare parole più adatte...

Visto da qui tutto tutto sembra lontano
convulso e insensato agitato per niente
come fosse distratto e indifferente
a cio che e' importante

visto da qui e' solo il vuoto che urla
il pensiero scucito dalla realta'
passanti qualunque in una strada qualunque
la mia citta'

sara' anche che il gioco si cambia da dentro
ma alla fine e' giocare che ti cambia dentro
sara' anche che spesso lontano dal centro
ognuno si scopre un nuovo talento

magari fuggire non e' la soluzione
magari fuggire e' una resurrezione
e' come sfidare il niente
stare qui

io non so se ritornare
quale vuoto sia peggiore
se avro' forza per trattare
se il mio compito e' di stare
fuori o dentro

visto da qui e' solamente una parte
davvero convinta di essere tutto
dove non c'e' piu' urgenza c'e' solo la fretta
e l'affanno e' un respiro che non si rispetta

a volte un'isola e' la cura del tempo
a volte un'isola e' solo isolamento
e' come cadere al buio
scegliere

io non so se ritornare
quale vuoto sia peggiore
se avro' forza per trattare
se c'e' piu' coraggio a stare
fuori o dentro




permalink | inviato da nellamiaoradilibertà il 29/9/2009 alle 19:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
se mi lasci ti cancello...ancora
post pubblicato in di amici e di altri blogger..., il 16 agosto 2009



 
Parte finale del film...

Joel: Aspetta...aspetta..
Clementain: che c'è...cosa c'è
J: non lo so...voglio solo che aspetti un pò...
C: ok, io non sono un'idea, Joel, ma una ragazza incasinata che cerca la sua pace mentale...non sono perfetta
J: non riesco a vedere niente che non mi piaccia in te
C: Ma lo vedrai, lo vedrai...con il tempo lo vedrai... ed io mi annoierò con te, mi sentirò in trappola perchè è così che sono fatta
J: Ok...Ok
C: OK? OK?

le immagini sfumano ed i due ridono (e piangono)

Avrei diverse cose da dire...ma non è semplice...no tranquilli il mio non è un blocco emotivo, ma solo stanchezza ed anche quella vi assicuro che non è di natura emotiva... è solo che stavo scriveda da tanto quello che volevo dire e a lavoro ultimatoil computer si è bloccato ed ho perso tutto. Non proverò a riscrivere tutto, nons arebbe mai lo stesso, ma scriverò le conclusioni a cui ero giunto....
Nella vita si incontrano persono da cui siamo irrimediabilmente attratti, le vedi e sai subito che in un modo o nell'altro entreranno nella tua vita...ti senti al sicuro, pensi di essere approdato in un porto calmo, ma scopri presto che la tempesta è dietro l'angolo e che quell'irrimediabile attrazione può trasformarsi in una forze repulsiva altrettanto forte...
Se ne avessimo la possibilita, però, faremmo come nel film, ci faremmo togliere dalla testa ogni loro ricordo...per poi scoprire che tutto ci riporta a loro e che non esistono alchimie in grado di rompere quel sottile filo che ci unisce che ci riporta l'uno a l'altro pronti a ricommettere gli stessi errori...
Allora?, qual'è la soluzione? come possiamo vivere l'uno accanto all'altro senza farci del male? come possiamo evitare di arrivare al punto tale da desiderare che l'altro scompaia, da desiderare di cancellarlo per sempre dalla nostra testa e dalle nostre vite?
Beh, io non credo in soluzioni facili, anzi...
però credo che negli Ok pronunciati da Joel e Clementain vi sia parte della risposta...
innanzitutto non credo che con quell'ok i due si siano lasciati andare, non credo nel fatalismo del: è stato bello, ma maledetto destino che ci hai fatto incontrare in un momento sbagliato...credo solo che con quell'ok volessero intendere una cosa diversa, ovvero: non vivere la tua storia ipotizzando che sia perfetta, perchè non lo è...e si consapevole che ciò che oggi ti attrae domani potrebbe portare alla fine dei tuoi sentimenti...
L'errore più grande che a volte commettiamo è quello di far ricadere le nostre proiezioni sulla persona che ci stà al fianco... per cui la rendiamo perfetta ai nostri occhi e la costringiamo a portare sulle spalle il peso di una perfezione che non potrà mai esistere.
Credo che sia molto meglio vivere con la consapevolezza che è molto più facile stare da soli che vivere insieme e che proprio per questo, molto di quello che costruiamo in due, tende a crollare...
credo infine che, per utilizzare le parole di una canzone di un gruppo a me caro che dovremmo vivere i nostri rapporti con pienezza e con la voglia di dire: "finchè dura ne godremo insieme". Ci sono rapporti che non si spezzano neanche una volta finiti, ma che solo si trasformano e resto convinto che quando incontri una persona speciale lei non può fare altro che cambiarti la vita...
ah sia chiaro, vale la pena di combattere fino alla fine per difendere un rapporto non importa quanto sia labile, ma se è speciale, va difeso fino alla fine...e se poi termina, va coltivato ciò che ne uscirà fuori....







A Volte Tutti Dobbiamo Imparare

Cambia il tuo cuore
Guardati intorno
Cambia il tuo cuore
Ti sbalordirà
Ho bisogno del tuo amore
Come la luce del sole

A volte tutti dobbiamo imparare
A volte tutti dobbiamo imparare
A volte tutti dobbiamo imparare

Cambia il tuo cuore
Guardati intorno
Cambia il tuo cuore
Ti sbalordirà
Ho bisogno del tuo amore
Come la luce del sole

A volte tutti dobbiamo imparare
A volte tutti dobbiamo imparare
A volte tutti dobbiamo imparare
Ho bisogno del tuo amore
Come la luce del sole
A volte tutti dobbiamo imparare
A volte tutti dobbiamo imparare

A volte tutti dobbiamo imparare
A volte tutti dobbiamo imparare
A volte tutti dobbiamo imparare
A volte tutti dobbiamo imparare
A volte tutti dobbiamo imparare
A volte tutti dobbiamo imparare




permalink | inviato da nellamiaoradilibertà il 16/8/2009 alle 17:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Solo un Uomo
post pubblicato in Musica, il 26 maggio 2009


E finalmente ritorna Niccolò Fabi con un cd di inediti, l'album esce il 29 maggio e la mia non è una recensione....
Volevo solo dirlo a tutti!!!!!!!!!!
La canzone è bellissima ed il testo è fantastico, forse uno dei più belli scritti dal cantautore romano....
aspetto l'album e magari poi commento....


 


Solo un uomo - Niccolò Fabi
 
E’ solo un uomo quello di cui parlo
del suo interno come del suo intorno
di quando scivola su se stesso
di quando scrive come adesso
sulle sue guance il vento fresco
della vetta della conquista
sotto le unghie ha la terra
di quando striscia.
 
Le sue serate, le sue ferite,
le donne amate e poi dimenticate
dell’ambizione, della speranza
le ragnatele della sua stanza,
di quando ha paura di morire
e un orgasmo lo fa tremare
quando la vita non è poi così come appare.
 
E’ solo un uomo quello di cui parlo,
quando inciampa nella sua ombra,
quando cammina sull’acqua e non affonda.
E’ solo un uomo quello di cui canto,
di quando sbaglia e non si perdona
il furore e il disincanto
di quell’universo a forma di persona.
 
Parlo di quando sparo a suo fratello
o si inginocchia a un portafoglio
quando osserva l’infinito attraverso il suo ombelico
di quando sventola una bandiera
oggi si nasconde dietro per paura,
una menzogna è più cattiva nascosta dentro una preghiera.
 
E’ solo un uomo quello di cui parlo,
di una doccia dopo un tradimento,
del sorriso che ritorna dopo che ha pianto.
 
E’ solo un uomo quello di cui scrivo
la notte prima di un lungo viaggio
quando non sa se poi partire sia solo partire
o magari scappare.
 
E’ solo un uomo quello che mi commuove
che può decidere e salvare,
amare e abbandonare.
 
E’ solo un uomo ma lo voglio raccontare
perchè la gioia come il dolore
si deve conservare,
si deve trasformare.




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Fate presto....
post pubblicato in Politica, il 1 maggio 2009


 

Passeggiando nel nodo di scambio tra la vecchia e la nuova metropolitana di Napoli (la fermata del Museo, per intenderci) si possono notare diverse foto della napoli post terremoto degli inizi anni '80.
Una foto in particolare in queste settimane continua a colpirmi ed a suscitare in me riflessioni e si tratta della prima pagina del Mattino pubblicata all'indomani del terremoto, il titolo recitava così: FATE PRESTO.
Il direttore del famoso quotidiano si riferiva senza dubbio alla necessità di immediati soccorsi, ma in me quelle parole riportano echi ben diversi...
Ad oggi in campania ci sono ancora migliaia di persone che non hanno avuto i rimborsi per la propria casa distrutta  e che, addirittura dormono ancora in prefabbricati costruiti in quei mesi, un esempio su tutti è dato dal "quartiere" di Monterusciello interamente costruito per trasferire sfollati del terremoto e fatto di orribili e scomodi prefabbrcati senza servizi e senza nessuna cura.
Ebbene le persone continuano a vivere in quello schifo ed oramai nessuno si pone più il problema di spostarle da nessuna parte...
Va detto, però, che qualcuno in quei mesi si mosse presto rispondendo (involontariamente) all'appello del direttore del Mattino, e quel qualcuno furono la camorra, la cattiva politica ed affaristi di ogni genere. Fin dal giorno dopo il terremoto la Camorra (agli inizi la NCO di Cutolo, ma poi un pò tutte le famiglie) si mosse immediatamente e portò le sue aziende di rimozione macerie in quelle zone, appalti milionari volarono come noccioline grazie alla connivenza dei politici e appena si diede vita alla ricostruzione, a costruire furono sempre le aziende vicne alla camorra. proprio in quegli anni e grazie a quei soldi si è costruito l'impero dei casalesi e proprio in quegli anni quel clan ha sviluppato le sue "competenze" sul cemento e le costruzioni.
Dico queste cose, non per parlare di un terremoto di oltre 20 anni fa, ma per ritornare al terremoto di poche settimane fa in abbruzzo...
oggi tutti (o quasi) si affannano a dire che le case erano costruite con la sabbia (sabbia che arriva tutta dal litorale domitio nel casertano) ma nessuno dice che quelle aziende, molto cinice ai casalesi, hanno conquistato denaro e forza proprio all'indomani dell'altro terremoto e che proprio grazie a quei soldi ed alla capacità di intimidire con la forza, si sono potuti trasferire a costruire nell'abbruzzo distrutto oggi da un terremoto tanto inevitabile, quanto prevedibile. In qualunque altro paese un terremoto come quelo dell'Aquila non avrebbe distrutto nulla, in abbruzzo grazie alla mancanza di regole antisismiche chiare sulle costruzioni, ha provocato morte e distruzione.
Ancora oggi i Casalesi continuano a costruire in abbruzzo, provate a fari un giro a Pescara e troverete un'intera citadella dello sport che a breve sarà ultimata e che è stata interamente costruita da imprenditori casalesi...
A quelle persone che il giorno dopo la trageia abbruzzese si sono trasferite lì per dare una mano non possiamo dire altro che grazie, ma questa volta il grido: FATE PRESTO!!!- non deve essere la premessa per una tragedia futura ancora più grande.
Vigilare sulla ricostruzione sarà fondamentale, ma non basta un giudice, serve il coinvolgimento della popolazione locale, servono comitati di cittadini che democraticamente discutano su come gestire i fondi statali e che siano in grado di difendere il loro territorio da speculatori e cammorristi.
Insomma l'epsrienza del terremoto deve essere il volano per nuove prospettive e per un modo diverso di intednere i rapporti tra politica e cittadinza. 
Su questo sarà fondaentale anche la vigilanza dei sindacati che partendo dall'esperienza irpina possono adre una mano ai lavoratori abruzzessi nella ricostruzione del tessuto industriale.
FATE PRESTO, ma già le mani dall'abbruzzo, chi abita quella terra, che sia italiano o straniero ha il diritto di ricostruirla e di evitare nuove tragedia, basta con l'ipocirsia del premier che passeggia sulle macerie per raccattare voti, ricostruiamo l'Abbruzzo, ma questa volta che sia una regione co al centro il protagonismo dei suoi abitanti.  

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Ora e sempre antifascisti...NO PASARAN!!
post pubblicato in Politica, il 25 aprile 2009


 Il 25 aprile di oltre 60 anni fa, grazie ai partigiani l'italia fu liberata, chi allora depose i fucili in cantine e soffitte sapeva che il fascicmo non era sconfitto per sempre, ma soprattutto sapeva che la battaglia per un paese ed un mondo migliori era solo agli inizi. Da quelle giornate in poi, molti sono stati i tradimenti che lavoratori e giovani di questo paese hanno dovuto ingoiare e molte sono state le promesse disattese. Le straordinarie rivolte degli anni 60 e 70 ebbero il merito di riprendere gli ideali della resistenza (è meglio definirla una rivoluzione tradita) e tentare di nuovo l'assalto al cielo, persero, ma nel loro essere sconfitti ci hanno garantito tutti i diritti che oggi noi abbiamo e che quotidianamente tentano di toglierci... (statuto dei lavoratori, contratto nazionale, delegati sindacali, diritto all'aborto, divorzio e tanti e tanti altri ancora). Oggi il vento sembra essere cambiato e le prospettive si fanno sempre più cupe...berlusconi passeggia tra le macerie di un disastro annunciato e si vanta di essere il salvatore...ancora una volta si tirano in ballo i repubblichini ed ancra una volta si invoca pietà per loro...berlusconi oggi ha detto che comunque meritano rispetto perchè hanno sacrificato la loro vita per degli ideali ed una causa persa...no caro silvio, la causa non era persa, era semplicemente quella sbagliata..il sentimento di pietà non può essere concesso a chi ha scelto da che parte stare e nello scegliere si è posto dalla parte dei massacratori e degli aguzzini. In questi mesi un vento nero spira per il nostro paese e si moltiplicano le aggressioni fasciste ai danni di immigrati e attivistio politici, aggressioni che sempre più hanno l'avallo dei nostri governanti. Governanti che non hanno nessuna remora nel produrre leggi di natura reazionaria...ebbene, credo che sia il momento di fermare tutto ciò credo sia arrivato il momento di
Tornare ad alzare la voce....

Napoli si è liberata da sola, nel 43 ed in pochi giorni ha messo in ginocchio un esercito forte e ben addestrato, difronte alla mobilitazione popolare nessuna dittatura può nulla...in questi giorni ho ascoltato un Prof. in un'iniziativa antifascista organizzata dal C.S.U nell'università di scienze politiche...mi ha colpito un passaggio del suo intervento e di seguito ve lo riporto insieme alle immagini del film "le 4 giorante di Napoli".
Il prof. Aragno diceva: il fascismo non è morto, noi non vogliamo prendere i fucili, ma se continuate a spingerci nell'angolo non avremo alternativa, se ci costringete a fare ciò, avrete già perso. Oggi come ieri noi siamo per la pace, se ci costringete a tradire i nostri ideali ed a prendere le armi...avete perso perchè un uomo con le spalle al muro non ha nulla da perdere...(aggiungo io che non ha da perdere nemmeno la vita, perchè una vita in schiavitù, non merita di essere vissuta!!!) 






Fronnella e noce
Nuje nun cuntammo niente a tiempo ‘e pace
Ma si chi ce cummanna nun ce piace
Nuje nun ce stamme zitte e aizammo a voce

Io nun l’aggio viste
Ma m’hanno ditte ca erano ‘nziste
Songo pezziente e nun so’ cammurriste
E ‘ntiempo e guerra a famma è assaje cchiù triste
Ma appriesso a loro Napule resiste
Ma appriesso a loro Napule resiste
Ma appriesso a loro Napule resiste

‘O quarantatrè
Nascuse dint’ ‘e viche o ‘nmiezo ‘e piazze
So disperate e fanno cose ‘e pazze
Se sentono ‘e spare a tutte pizze
Songo ‘e guagliune e Napule songo ‘e scugnizze
Songo ‘e guagliune e Napule songo ‘e scugnizze
Songo ‘e guagliune e Napule songo ‘e scugnizze

‘O quarantatrè
Tutte li sere se sparano ‘e botte
Ma chesta vota nunn’è Piererotta
E ‘nmiezo o fuoco e ‘e lampe de scuppette
Se vede ‘nu scugnizzo ca cumbatte
Se vede ‘nu scugnizzo ca cumbatte
Se vede ‘nu scugnizzo ca cumbatte

Pè ‘e quatte jurnate
Chi nun tene ‘o fucile votta ‘e prete
E quanne sta città s’è liberata
Pe vicule e quartiere e abbascio ‘o puorto
‘Nce restano ‘e scugnizze ca so’ muorte
‘Nce restano ‘e scugnizze ca so’ muorte
‘Nce restano ‘e scugnizze ca so’ muorte

Pure dint’ ‘o mercato
‘Nu scugnizziello ‘nterra ‘nce restato
Chi o ssape chi carogna l’ha sparato
‘Na vecchia guarda e dice «Quann’è bello
Me pare tale e quale a Masaniello
Me pare tale e quale a Masaniello
Me pare tale e quale a Masaniello»






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Inaugurato l'ecomostro di Acerra
post pubblicato in Politica, il 4 aprile 2009


 Scritto da Anna Arena e Piero Di Nardo    
martedì 31 marzo 2009
 

Le prime tonnellate di rifiuti hanno iniziato a nutrire uno dei più grandi ecomostri d’Europa, i primi fumi generati da spazzatura non differenziata hanno iniziato ad inquinare il cielo della città di Acerra. Così, Giovedì 26 Marzo, in un’affollata conferenza stampa indetta per l’inaugurazione dell’inceneritore, il Presidente del Consiglio ha dichiarato che l'emergenza rifiuti campana è finalmente conclusa.

 In realtà, anche se i rifiuti in questi mesi sono stati rimossi dalle strade, è sotto gli occhi di tutti il disastro ambientale di cui è vittima da anni la regione Campania e in particolar modo l’inquinamento del territorio avvenuto grazie alla collusione tra criminalità organizzata, imprenditori, politici e funzionari di Stato. L’inquinamento da diossine, PCB, metalli pesanti, finanche materiale radioattivo, ha raggiunto e superato da tempo, nella regione, quello delle zone più industrializzate d'Italia! Ben il 43% dei siti avvelenati nel nostro paese è concentrato in Campania.

L’ultimo ritrovamento quello di ben 10 mila tonnellate di amianto nella cava del poligono di Chiaiano e la nuova denuncia di sversamenti abusivi di rifiuti nel vallone di San Rocco. La risposta del Governo è: militarizzazione sempre maggiore del territorio, inceneritori, discariche e provvedimenti straordinari discutibili come quello sull’abbandono di “rifiuti ingombranti”. Intanto, lungo le direttrici di transito dei trasportatori di rifiuti tossici, non vi è nessun tipo di controllo! Ma soprattutto si estendono gli incentivi statali per la realizzazione degli inceneritori in modo da includere praticamente anche quelli di nuova realizzazione. Tutto questo con la piena collaborazione del governatore Bassolino, il quale solo qualche mese fa ha ricevuto il suo ennesimo avviso di garanzia relativo alla questione rifiuti.

La platea all’inaugurazione del cosiddetto “termovalorizzatore” era quelle delle grandi occasioni, in prima fila vi erano i massimi vertici della A2A, la multility che gestisce l’impianto al posto dell’Impregilo (interdetta dalla Procura); la Moratti, sindaco del comune di Milano che insieme a quello di Brescia, è azionista della società; Bassolino, Presidente della regione Campania e strenuo sostenitore del piano rifiuti di Bertolaso e infine la Iervolino, in rappresentanza del comune di Napoli. Per Bassolino la giornata del 26 pare sia stata una giornata memorabile,  una «vittoria dello Stato», ha detto il Presidente, che ha anche riconosciuto pubblicamente i meriti dei commissari straordinari che si sono succeduti - e arricchiti - nel tempo «da Catenacci a Pansa, da Di Gennaro a Bertolaso» non esitando infine a lodare i meriti dell'attuale Governo e in particolare del premier Berlusconi «che - ha sottolineato Bassolino - ha avuto la forza e il merito di fare leggi forti e necessarie». Le dichiarazioni di Berlusconi e Bertolaso non sono state meno scandalose. Addirittura si è sostenuto durante la conferenza stampa che l’impianto inquinerà solo quanto tre auto! La cosa è del tutto falsa, come è stato dimostrato da un’inchiesta di Medicina Democratica che ha prodotto risultati significativi analizzando i dati in uscita dell’inceneritore di Livorno. È interessante dare uno sguardo a tali studi per capire l’impatto di questi ecomostri sulla popolazione. É bene puntualizzare che per svolgere questa inchiesta i medici hanno utilizzato come parametri di riferimento un impianto di incenerimento di CDR della potenzialità di 400 t/g (meno di un quarto di quello di Acerra che ne smaltisce circa 2000 t/g), con una emissione di fumi pari a 8.000 mc per tonnellata di CDR combusto, ed un funzionamento annuo dell’impianto di 8.000 ore; e per  le automobili, come parametro rappresentativo, un’automobile a benzina, immatricolata dopo il 1997 – catalizzata 94/12/CEE, di cilindrata inferiore a 1,4 litri, con una percorrenza annua media pari a 10.000 km.

Al termine dello studio, pur con i limiti di una valutazione impropria tra emissioni con diverse caratteristiche, si sono ricavate alcune conclusioni ed è possibile evidenziare che riguardo alle emissioni di ossido di carbonio l’impatto dell’emissione di un inceneritore con le caratteristiche considerate è equivalente alla percorrenza annua in ciclo urbano di 360 auto catalizzate. Riguardo agli ossidi di azoto un’emissione pari a 38.500 "auto equivalenti".

Rispetto alle emissioni di polveri l’equivalente di un inceneritore è invece pari a quello di 20.874 automezzi/anno; ma se andiamo ad analizzare il dato riguardante quelle relative alla diossina, ovviamente si ottiene dalle analisi fatte, che l’emissione dell’inceneritore è pari a ben 71 milioni e 300 mila automobili/anno.

Al quadro sopradescritto andrebbero aggiunti molti altri prodotti cancerogeni che l’inceneritore produce mentre l’auto no! Questi valori evidenziano un apporto all’inquinamento atmosferico, da parte dell’inceneritore, di proporzioni ben più gravi e preoccupanti di quanto vogliono farci credere, in quanto, al di là della pericolosità dell’inquinamento atmosferico, l’inceneritore costituisce una minaccia per la salute dei cittadini a causa dell’emissione di polveri sottili, nitrati, diossine, furani, nanoparticelle e altre sostanze cancerogene emesse rispetto a quelle delle auto. Non solo le sostanze inquinanti sono in grande numero ma sono anche molto pericolose per la salute, e mettono a rischio non solo l’aria, ma anche le falde acquifere e i terreni coltivabili.

Questo è solo l’ultimo atto di un piano rifiuti appoggiato in pieno dal centrosinistra in Campania e che farà pagare i costi ai cittadini di tutta la regione. La cosa assurda è che i cittadini non solo vedranno messe a rischio le loro condizioni di salute, ma dovranno anche pagare, nei prossimi mesi, costi esorbitanti per lo smaltimento dei rifiuti. Bassolino in maniera propagandistica aveva detto che grazie agli inceneritori i cittadini avrebbero avuto energia elettrica a basso costo e avrebbero pagato molto meno lo smaltimento dei rifiuti. In realtà all’indomani dell’apertura dell’inceneritore il consiglio regionale ha varato un aumento delle tasse relative allo smaltimento dei rifiuti. L’aumento della Tarsu, deciso dalla giunta nella misura del 30-35%, costerà ai napoletani la bellezza di 61 milioni di euro. Ecco come stanno le cose: il costo dello smaltimento dei rifiuti è di 170 milioni, la Tarsu attuale copre fino a 109 milioni, di qui l’aumento per arrivare a coprire l’intero importo. La sostanza è che la stangata è così grande che nemmeno il più pessimista fra gli analisti l’avrebbe immaginata di simili proporzioni. Ad esempio nella città di Napoli la tassa aumenterà del 36% e a Torre del Greco, comune del vesuviano, addirittura dell’89%. Risulta chiaro il quadro per il quale i cittadini pagheranno tre volte la crisi dei rifiuti: la prima vedendo un peggioramento delle proprie condizioni di vita e di salute, la seconda sborsando cifre sempre più alte per la Tarsu e la terza  attraverso l’aliquota della bolletta Enel (Cip 6). 

A questo quadro, già di per sé drammatico, va aggiunto il decreto legge del 23 maggio 2008 varato dall’attuale Governo. Il decreto stabilisce la costruzione di quattro inceneritori  (quello cittadino presumibilmente nella zona di Ponticelli) e individua dieci siti in cui realizzare altrettante nuove discariche dichiarate zone di interesse strategico nazionale di competenza militare. Bertolaso può disporre, inoltre, attraverso un proprio provvedimento, la precettazione dei lavoratori a qualsiasi titolo impiegati nell'attività di gestione dei rifiuti. Il decreto stabilisce inoltre che il parere della commissione di controllo ambientale sia solo consultivo, quindi il Sottosegretario può ignorare l’eventuale parere negativo della commissione; e in deroga a tutte le norme vigenti in materia, comprese quelle comunitarie, autorizza lo smaltimento nelle nuove discariche anche dei rifiuti pericolosi fattore che ha reso ancora più ferma l'opposizione alla loro realizzazione da parte delle popolazioni locali.

Intanto mentre i comitati si affannano a denunciare la cattiva gestione dell’intero ciclo di smaltimento dei rifiuti e ad organizzare le mobilitazioni contro la discarica di Chiaiano e contro gli inceneritori, chiedendo che prima di tutto si provveda a una bonifica del territorio e alla raccolta differenziata porta a porta, Berlusconi annuncia che «la Campania avrà il suo quinto - e poi, perché no, sesto -inceneritore». Sembra chiaro che la nostra regione, nei piani del Governo, sia stata scelta per risolvere anche le crisi dei rifiuti latenti di altre regioni come il Lazio, la Puglia e la Calabria, e che ben presto negli inceneritori campani finiranno le cosiddette “eco” balle, le stesse che la Germania ci ha rimandato indietro considerandoli massa di rifiuti!

Dai comitati non si spengono le obiezioni: se in Campania si producono 6500 t di rifiuti giornalieri (una delle regioni in cui si producono meno rifiuti pro capite in Italia) e si toglie un minimo del 40% di raccolta differenziata ed il 30% di umido destinato al compostaggio, ne consegue che con un corretto ciclo integrato di rifiuti, ne dovrebbero essere smaltiti (con inceneritori o trattamento meccanico biologico BMT) circa 1500 tonnellate al giorno per una valore di circa 500.000 tonnellate all'anno, e pensare che l'inceneritore di Acerra è costruito per smaltire oltre 2000 tonnellate al giorno per circa 750.000 tonnellate l'anno! Non si capisce da dove nasca la necessità di parlare di altri quattro inceneritori!

La verità è che in Italia l’inceneritore è il principale, se non unico, strumento di trasformazione della parte non riciclabile di rifiuti. Il problema è che esso non è “complementare” alla riduzione della quantità di rifiuti, ma “contraddittorio” ad essa. L’esperienza dimostra che i costi di costruzione e di gestione degli inceneritori sono talmente elevati che per avere una certa convenienza si è costretti a bruciare quanto più possibile. Dunque se servono quanti più rifiuti possibile da incenerire, non si avrà interesse a ridurre seriamente, per cui succede che si rende inutile la raccolta differenziata e tutte le politiche di riduzione connesse, spingendo addirittura ad un aumento, o quanto meno ad una “gestione incontrollata” della produzione di rifiuti. Questo spiega perché gli obiettivi per la raccolta differenziata sono così bassi (50% entro il 2011) e coprono, per esempio per la città di Napoli, solo una piccola percentuale della popolazione (120mila abitanti su 970 mila).

Bisogna dire, a onor del vero, che il centrosinistra non ha fatto e non propone di meglio! Nel gennaio 2008 è stato il Governo Prodi a varare per primo un decreto di militarizzazione del territorio, ma soprattutto, è stato Prodi, come ultimo atto della sua legislatura, a reintrodurre le agevolazioni finanziarie per gli inceneritori a fatica precedentemente abolite.

Inoltre, a sancire che le balle fuori norma uscite dagli impianti imperfetti di cdr potessero essere bruciate nel termodistruttore di Acerra è stata sempre un' ordinanza dell’ex premier. Tutto questo proprio mentre il governatore Bassolino veniva rinviato a giudizio con otto capi di imputazione tra cui frode in pubbliche forniture, truffa ai danni dello Stato, abuso di ufficio, falso e reati ambientali. A giugno, inoltre, la commissione Ambiente della Camera ha approvato un emendamento del Partito Democratico al decreto sull'emergenza che stabilisce che il ministro dello Sviluppo economico, possa concedere, con decreto, gli incentivi Cip 6 ai termovalorizzatori di Salerno, Napoli e Santa Maria La Fossa, in deroga alla “moratoria” stabilita con la Finanziaria 2008. A conti fatti questo vuol dire che chi gestisce quegli inceneritori incamererà la bellezza di circa 80 milioni di euro l'anno per 15 anni, un totale 1,2 miliardi di euro. Un bel regalo fatto alla lobby degli inceneritori e dei petrolieri, pagato coi soldi dei cittadini! Tutto questo grazie al PD!

Lo Stato, infatti, e la cosa assurda è che non tutti lo sanno, continua a finanziare gli inceneritori equiparandoli a impianti di produzione di energia pulita, attraverso un’aliquota della bolletta ENEL che tutti paghiamo, in modo da rendere conveniente la costruzione di impianti grandi che altrimenti non renderebbero abbastanza da giustificare copiosi costi di costruzione. Tutto questo attraverso il programma di incentivi Cip 6 già dal 1992 (prima abrogati poi però reintrodotti con limitazioni dal governo uscente Prodi infine estesi a tutti gli impianti da Berlusconi) e al meccanismo dei certificati verdi introdotto dal decreto Bersani istituiti per sostenere economicamente le fonti rinnovabili i cui benefici economici sono però stati estesi alle fonti assimilate. La Commissione europea ha avviato, in merito, una procedura di infrazione contro l'Italia che per produrre energia brucia rifiuti inorganici considerandoli "fonte rinnovabile".  Si calcola che dei circa 30 miliardi che sono stati pagati dai contribuenti solo dal 1991 al 2003 il 92% è andato ad impianti inquinanti (inceneritori e gassificatori) e solo l’8% a quelli che utilizzano fonti realmente rinnovabili e pulite. Un vero e proprio impero economico, fondato sul risparmio e la convenienza di un pugno di capitalisti! Ad aver beneficiato degli incentivi per l’inceneritore di Acerra è stata dunque la A2A, nata dal matrimonio fra le due aziende energetiche controllate dal Comune di Milano (Aem) e dal Comune di Brescia (Asm), la società gestisce già 5 impianti di termovalorizzazione, tra cui, appunto, quello di Brescia.

Partendo dal presupposto che in natura “nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma”, è semplice comprendere come l’immondizia non possa sparire ma solo essere trasformata in qualcos’altro e che quindi per il suo smaltimento si parla solo di processi di trasformazione più o meno efficaci e più o meno nocivi.

Per una corretta gestione del ciclo, produzione e smaltimento vanno considerati insieme. Siccome non si può fare altro che trasformare rifiuti, diventa assolutamente necessario ridurne la quantità, riutilizzare, ove possibile, e riciclare. Un’alternativa pulita agli inceneritori, per esempio, c’è ed è possibile; si tratta del trattamento chimico biologico a freddo; lo scorso giugno a La Spezia è stato inaugurato un nuovo impianto che fa uso di questa nuova tecnologia.

Il processo prevede una prima fase durante la quale il rifiuto viene triturato e separato dai materiali ferrosi. Dopo questo pretrattamento un processo biologico renderà il rifiuto secco e non più putrescibile, quindi trasferito nel compartimento di raffinazione e produzione di CDR. Tutte le operazioni avvengono al chiuso in locali dotati di sistemi di aspirazione. Alla fine del processo meno del 20% del rifiuto in entrata finirà come materiale inerte igienizzato e stabilizzato in discarica. Meccanismo già in uso da anni in Germania e in Israele.

Il problema dello smaltimento dei rifiuti pone un problema di scelte strategiche di medio ma soprattutto di lungo termine, è necessario porre l’attenzione sulle incompatibilità fra l’anarchia produttiva del sistema economico capitalista e le tecnicamente possibili soluzioni “pulite” del ciclo produzione-consumo-smaltimento rifiuti, che richiedono una complessiva capacità di pianificazione ed un parallelo controllo sociale della sua gestione. Per affrontare il problema dei rifiuti si è costretti a dover affrontare parallelamente quello della produzione e del suo carattere privato e questo è un problema politico.  La pianificazione generale dei processi produttivi è assolutamente necessaria per la corretta gestione del problema e per il raggiungimento dell’obiettivo “rifiuti zero”, ma è esattamente ciò di cui il  nostro sistema economico non è capace, per cui le soluzioni tecnologicamente già possibili non possono avere efficacia e corretta applicazione. Se il processo produttivo non è pianificato dalla stessa classe che ne è il destinatario, non potrà mai risolversi la discontinuità di interessi fra produzione consumistica in libero mercato e smaltimento pulito dei rifiuti e la parallela tendenza a trasformare ogni anello del processo in una speculazione economica, ambientale e sociale ai danni della parte di società che da tutto questo non riceve nessun beneficio in cambio però dell’intero l’onere. É chiaro che oggi lo smaltimento dei rifiuti continua a soggiacere alle sole logiche di profitto e a pagarne le spese sono i cittadini con la loro salute. Solo la pianificazione del processo produttivo dalla A alla Z può scongiurare speculazioni di ogni tipo e solo la gestione sociale, da parte  della classe lavoratrice può garantire la compatibilità ecologica, ambientale ed economica della produzione con le esigenze reali dei cittadini.

Sono quindici, ormai, gli anni del commissariamento rifiuti per la regione Campania, e sono stati spesi ben più di 2 miliardi di euro per uno stato di emergenza che sembra essere stato creato ad hoc solo per intascarsi denaro pubblico senza risolvere la crisi o addirittura peggiorandola come dimostrano le indagini della Procura di Napoli che nel luglio 2007 ipotizza reati di truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture, falso ed abuso d'ufficio a carico di 28 imputati; tra questi Antonio Bassolino, già Commissario straordinario insieme ai suoi collaboratori diretti.

È ovvio che vista la situazione sopradescritta, se si vuole trovare una reale via di uscita alla crisi sui rifiuti, questa non va trovata né in un alleanza con il centrosinistra, né nella demagogia del centrodestra. Rifondazione e le forze della vera sinistra devono mettere in campo una battaglia che ponga le basi per una reale alternativa alle politiche clientelari del PD e dei suoi satelliti. È chiaro che non vi è nessuna possibilità di alleanza con il Partito Democratico e risulta del tutto insensata la scelta dei vendoliani di MPS di partecipare alle primarie essendo così evidente che il distacco ormai insanabile tra le istanze dei cittadini e le scelte della politica del centro sinistra. Se vogliamo trovare una via di uscita alla situazione la potremo trovare solo al fianco dei comitati civici e dei cittadini delle realtà in lotta, non certo al fianco di chi ha contribuito a distruggere il territorio.

Il limite di tutte le lotte ambientali degli ultimi anni è stato quello di essere circoscritte geograficamente, di vedere al massimo un coinvolgimento emotivo da parte delle persone estranee al problema, ed in molti casi si trattava di persone coinvolte in lotte simili, ma oggi non è più così. Se si ha la capacità di cogliere questo elemento di unificazione e con il coinvolgimento del sindacato e la partecipazione della classe lavoratrice si potrà sviluppare un’unica lotta che ponga la questione della salute pubblica e della gestione del territorio su una base più avanzata, che sappia individuare nella ricchezza dei pochi la causa dei disastri ambientali che colpiscono intere popolazioni.

Rifondazione Comunista in questi anni ha partecipato attivamente alle mobilitazioni contro l’inceneritore ad Acerra e contro le varie discariche ma non è mai riuscita a rappresentare una alternativa complessiva per il legame a doppio filo che ormai da oltre un decennio la lega al centrosinistra in Campania.

Il partito non può limitarsi semplicemente a condannare la politica di militarizzazione del territorio e a offrire, seppur pubblicamente, solidarietà ai cittadini in mobilitazione. E’ necessario che il diritto alla salute venga difeso con la lotta! Su questo campo, il PRC deve impegnarsi in prima linea, scegliere da quale parte stare per recuperare credibilità e fiducia, riconquistando il ruolo che gli spetta: quello di unico partito di opposizione di questo paese!


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permalink | inviato da nellamiaoradilibertà il 4/4/2009 alle 17:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Quello che non c'è...
post pubblicato in Musica, il 14 marzo 2009


 Beh...ci rifletto da un pò...è un periodo che penso solo in musica (ovvio che ci sono le eccezioni dettate da film e libri, ma la musica è predominante) è strano avere la consapevolezza che delle note ed un testo scritto da altri possano condizionare la tua giornata ed i tuoi pensieri. Certo ringrazio la vita che mi ha dato buoni gusti musicali sennò sapete che palle farsi condizionare dalla Pausini? brrr...come si dice a Napoli ho il freddo addosso!!!!
Gli Afterhours sono sicuramente uno dei grupi maggiormente in grado di influenzare il mio umore e sicuramente in grado di farmi riflettere sulle mie emozioni...
"Quello che non c'è" è forse uno dei pezzi più belli scritti da Manuel e ciclicamente ritorna nella mia vita, in questo momento sono lontano da quelle sensazioni, direi che sto bene, mi sento pieno e, perchè no, sono sereno...molto!!! Però quante volte mi sono trovato nella situazione in cui dire: 
"maledico il modo in cui sono fatto
Il mio modo di morire sano e salvo dove m'attacco
Il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia
Quello che non c'è"
E' una battaglia continua, la nostra, una battaglia contro l'adagiarsi, contro la banalità, contro la normalità...ci si sceglie dei contenitori e ci si adagia, ogni verità, che ti proietta fuori dal contenitore la consideriamo una crepa nelle pareti e come tale la combattiamo. In realtà dovremmo solo capire che "la verità è un atto d'amore fatto per la nostra rabbia che muore" (si ancora loro) che farsi male, cadere per poi rialzarsi fanno parte della vita e che sono l'unica alternativa a quello che non c'è. Vabbè, la smetto quì...vi lascio alla musica (mio dio [lo srivo con la lettera piccola perchè sono ateo] sembro il DJ Lucignolo di Italia uno...aiutooooo)






Ho questa foto di pura gioia
E' di un bambino con la sua pistola
Che spara dritto davanti a se
A quello che non c'è
Ho perso il gusto, non ha sapore
Quest'alito di angelo che mi lecca il cuore
Ma credo di camminare dritto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Arriva l'alba o forse no
A volte ciò che sembra alba
Non è
Ma so che so camminare dritto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Rivuoi la scelta, rivuoi il controllo
Rivoglio le mie ali nere, il mio mantello
La chiave della felicità è la disobbedienza in se
A quello che non c'è
Perciò io maledico il modo in cui sono fatto
Il mio modo di morire sano e salvo dove m'attacco
Il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia
Quello che non c'è
Curo le foglie, saranno forti
Se riesco ad ignorare che gli alberi son morti
Ma questo è camminare alto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Ed ecco arriva l'alba so che è qui per me
Meraviglioso come a volte ciò che sembra non è
Fottendosi da se, fottendomi da me
Per quello che non c'è


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permalink | inviato da nellamiaoradilibertà il 14/3/2009 alle 11:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
song to the siren
post pubblicato in Musica, il 1 marzo 2009


 

Questa, per me, è una delle canzoni più belle in assoluto, per musica, testo, ma soprattutto per interpretazione. Molti conoscono Jeff Buckley, non tutti conoscono Tim Buckley eppura le vite di padre e figlio seppur separate sono state dal destino intrecciate. Stessa tragica fine arrvata troppo presto e che ci ha privato di una produzione immensa e piena di genio (l'uno-Tim- morto per overdose a 28 anni, l'altro -Jeff- spentosi a 29 anni come in un film bagnandos al tramonto nelle acque del Mississipi). Stessa profondità vocale...si è vero le loro voci sono molto diverse, ma ambedue uniche, inimitabili e capaci di reinventare ogni testo. Stesso genio, stessa inquetudine...
Jeff, Tim, Janice, Jim, Jimmy...potrei continuare a lungo nell'elenco di artisti geniali morti prematuramente ma non farei altro che alimentare la mia rabbia verso un destino particolarmente crudele con chi dimostra di essere unico, libero e fuori da ogni schema!!! La vita di questi artisti è durata il tempo di una fiammata...intensa, ma breve, troppo breve....certo hanno lasciato un segno indelebile con le loro parole o la loro musica...e noi abbiamo il compito di tramandare, di non lasciar cadere nell'oblio ciò che di bello ci hanno lasciato.
Se non facciamo questo?beh...il rischio e quello di abituarsi al brutto, di non essere più in grado di ricordare e di riconoscere la grandezza nelle cose, di guardare San Remo e pensare: mmmm mica male la canzone di Povia?
Per carità non mi ci fate pensare o scappo, lo so non siamo molto lontani da quel giorno, ma non è detta l'ultima...io ci provo!!!!


Canzone Per La Sirena

Galleggiando a lungo in oceani deserti
ho fatto del mio meglio per sorridere
finchè i tuoi occhi melodiosi e le tue dita
mi attirarono affettuosamente alla tua isola
e tu cantasti
naviga da me
naviga da me
lascia che ti avvolga
Sono qui
Sono qui
aspettando di possederti

Ho sognato che mi sognavi?
Eri una lepre mentre ero una volpe?
ora la mia barca senza meta si sta arenando
Un cuore in pena sulle tue rocce
Canto per te:"non toccarmi, non toccarmi, ritorna domani:
O il mio cuore, o il mio cuore é spaventato dal dolore"

Sono confuso come un bimbo appena nato
Sono sbattuto dalla marea:
devo resistere in mezzo ai frangenti?
Devo giacere con la morte mia sposa?
Ascoltami cantare "nuota da me, nuota da me, lascia che ti avvolga:
Sono qui, sono qui, aspettando di poterti abbracciare"

Tim Buckley





permalink | inviato da nellamiaoradilibertà il 1/3/2009 alle 21:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
premio dardos...
post pubblicato in di amici e di altri blogger..., il 13 febbraio 2009




 




Copio dal sito di Aira: 

"Il Premio Dardos è un riconoscimento che viene consegnato ai bloggers che hanno dimostrato impegno nel trasmettere
valori culturali, etici, letterari o personali".

Ecco il regolamento:

  1. accettare (ma chiaramente non si è obbligati) e comunicare il regolamento visualizzando il logo del premio;
  2. linkare il blog che ti ha premiato;
  3. premiare altri 15 blog meritevoli avvisandoli del premio.


Che bello, questo che ricevo con piacere da Aira è il mio primo premio da blogger (spero non l'ultimo) e sono felice di poterlo consegnare ai blog che ho letto in questi mesi e che mi hanno fatto compagnia, ma soprattutto ad un blog che mi ha ispirato e fatto venire voglia di lanciarmi in questo nuovo mondo (è il secondo della lista...questioni di regolamento)

  1. http://aira.ilcannocchiale.it/)
  2. http://eleanorsblog.go.ilcannocchiale.it/
  3. http://guerrillaradio.iobloggo.com/
  4. http://progvolution.blogspot.com/
  5. http://agoradelrockpoeta.blogspot.com/
  6. http://ilrumoredeisilenzi.blogspot.com
  7. http://empatialunare.blogspot.com/
  8. http://luigiruffolo.it/
  9. http://lafabbrica.ilcannocchiale.it/
  10. http://ecarta.ilcannocchiale.it/
  11. http://www.kalix.ilcannocchiale.it/
  12. http://irlanda.ilcannocchiale.it/
  13. http://www.calaminta.net/


Mi fermo quì...per due motivi, il primo è che Aira ne ha messi due in più e quindi riequilibrio la situazione :P
il secondo è che per il momento voglio premiare questi blog, che in un modo o nell'altro mi hanno colpito e che seguo con attenzione, per gli altri si vedrà!!!
P. S.
ci sono due blog che in precedenza erano già stati premiati, ma non ci posso fare nulla...mi piacciono molto e ho ribadito il concetto!!!


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permalink | inviato da nellamiaoradilibertà il 13/2/2009 alle 13:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
Musa
post pubblicato in Musica, il 1 febbraio 2009



 Si...ancora i Marlene e... si, ancora una canzone a togliermi "i miagolii di bocca" (ah che bel libro la gabbianella ed il gatto che le insegnò a volare...). Forse dovrei scrivere di più forse dovrei dire quello che sento e quello che penso senza utilizzare parole e musica di altri, ma questa canzone dice davvero tutto su quello che provo in questo momento.
E' bello provare sensazioni forti e stare bene con una persona, e se questo avviene, si...lei per te diventa una musa, non so per quanto possa durare (spero tanto, davvero tanto) ma nel frattempo...

"tu sai come farmi uscire da me,
dalla gabbia dorata della mia lucidità;
e non voglio sapere quando, come e perchè questa meraviglia alla sua fine arriverà.
e sai come prenderti il bello di me
mettendo a riposo la mia irritabilità;
e non voglio sapere come riesci e perchè:è una meraviglia, e finchè dura ne godremo
insieme.
"

e per me la domanda resta sempre la stessa:
"voglio aver bisogno di te:
come di acqua confortevole.
vuoi aver bisogno di me? troverai terreno fertile."








E' una questione di qualità:
la tua presenza
rassicurante e ipnotica
mi affascina
e gioca col mio senno
e ne lascia ben poche briciole.

E io amo darlo a te,
o amabile
custode degli sguardi che
ti dedico
fra lo sragionamento e l'estasi
degli amplessi magnifici,

perchè tu sai come farmi uscire da me,
dalla gabbia dorata della mia lucidità;
e non voglio sapere quando, come e perchè questa meraviglia alla sua fine arriverà.

Musa: ispirami
Musa: proteggimi
Ogni ora

mi strega e mi rapisce
la tua giovane
saggezza incomparabile
(che ossequio)
e l'eleganza di ogni tua
intenzione è incantevole.

e quando ti congiungi a me
sai essere
deliziosamente spinta
e indocile,
coltivando le tue bramosie
sulle mie avidità.

tu sai come farmi uscire da me,
dalla gabbia dorata della mia lucidità;
e non voglio sapere quando, come e perchè questa meraviglia alla sua fine arriverà.
e sai come prenderti il bello di me
mettendo a riposo la mia irritabilità;
e non voglio sapere come riesci e perchè:è una meraviglia, e finchè dura ne godremo
insieme.

Musa: ispirami
Musa: proteggimi
Musa: conducimi
Musa: adorami
Musa: noi ne godremo insieme

voglio aver bisogno di te:
come di acqua confortevole.
vuoi aver bisogno di me? troverai terreno fertile.

Musa, Marlene Kuntz


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permalink | inviato da nellamiaoradilibertà il 1/2/2009 alle 19:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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